Premetto che la scelta delle nomenklature è stata ardua, essendo tra di loro facilmente interscambiabili, il risultato finale mi sembra tuttavia il più coerente.
Nella Foresta della politica di centrodestra, si aggirano tre figure molto particolari.
Ai margini è molto agevole imbattersi in un gruppuscolo di persone che vagano senza meta. Lo vedi che bussa a tutte le porte, imbocca tutte le strade, si arrampica persino sugli alberi. Cerca qualcosa. Al centro di questo gruppo (lui sta sempre al centro) c'è la guida, il Visconte Dimezzato (che potrebbe essere inesistente). Così lo chiamano perché ha lui solo una metà del proprio corpo: è a metà. E va alla ricerca dell'altra metà, che però dicono si trovi in un'altra foresta, ma lui ancora non l'ha capito. E cerca, assieme a quei quattro sciagurati che si porta attorno. Accanto al Visconte c'è un personaggio a volte occhialuto, dalla parlata serpentina: il Presidente lo chiamano. La sua funzione è quella di cercare di dare un significato all'errare, soprattutto per motivare gli altri sciagurati che oltre ad i piedi hanno anche qualcos'altro di gonfio. Ogni tanto qualcuno sbotta: "Basta, ma dove stiamo andando, sono anni che cerchiamo e cerchiamo e non troviamo niente. Perché non ce ne torniamo a casa?" Ed il Presidente sempre pronto a rincuorare: "Non vi preoccupate, lo so io". Il Visconte non lo fanno parlare, lui deve essere solo visto.
Addentrandoci tra le fronde di pini secolari, si narra dell'esistenza di un'altra figura, circondata da un alone di mistero misto a scetticismo. Individuarla è molto difficile, perché avrebbe una peculirità: è invisibile. Il Cavaliere Inesistente (che potrebbe essere dimezzato). Nessuno lo ha mai visto, ma intanto si dice che c'è. La curiosità è che di lui si sa solo una cosa: vuole essere chiamato cavaliere. E così tutti lo chiamano. In passato questo Cavaliere sembra che abbia avuto anche un vessillo e dei soldati a suo carico, una cosa insignificante, qualche punto percentuale. Siccome non lo conosceva nessuno, escogitò di diventare il Signore di una grande città. Ma non ci riuscì. Qualcuno però lo volle sostenere e lo aiutò ad emergere. Divenne la sua spalla, ma la cosa cominciò a stargli stretta e si mise in testa di prendere il suo posto. Non ebbe nemmeno la capacità di aspettare che il tempo facesse il suo corso, volle tutto e subito. Mise incinta una bella guagliona e da allora non se ne sa più niente, è invisibile. Si dice che non abbia ancora perso l'ambizione di diventare Signore di quella città e che sia ancora alla ricerca di uomini per conquistarla, ma sta di fatto che nessuno lo vede.
Al centro della foresta vive un uomo di bassa statura, in perpetua ricerca di una chimera, la ricrescita. Questo uomo ha la caratteristica di trasformare tutto quello che tocca in oro. Si dice che non si fermi mai, e che sia stato lui ad aiutare il Cavaliere Inesistente quando ancora si conosceva: è il Barone Rampante (che dovrebbe essere cavaliere). Il suo obiettivo è conquistare il Feudo, cosa che gli è anche riuscita un paio di volte. Per prenderne il controllo in origine pensò di avvalersi dell'ausilio delle altre due figure già descritte, ma presto dovette accorgersi dell'impossibilità dell'impresa. "Come faccio a prendere il potere con un inutile che girovaga per la foresta da solo ed un cavaliere immaginario di cui si dubita persino dell'esistenza?". Il ragionamento in effetti non sarebbe criticabile, per cui si narra che abbia deciso di creare un nuovo vessillo, per attirare a sè non personaggi immaginari, ma persone reali: il Popolo della Foresta. E sembra che adesso possa riuscirci davvero...












